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Nuvola di punti: cos'è, in che formato chiederla e perché non è ancora un rilievo
Cos'è una nuvola di punti, come nasce da laser scanner e drone, quali formati chiedere (E57, LAS, RCP) e come si passa dalla nuvola a piante, sezioni e BIM.
7 min di lettura Pubblicato il 7 settembre 2026
Una nuvola di punti è un insieme di milioni di punti, ciascuno con tre coordinate nello spazio e spesso un colore, che descrive la superficie di ciò che è stato rilevato: un edificio, un terreno, una facciata. La producono il laser scanner terrestre e la fotogrammetria da drone, e si consegna in formati come E57, LAS o RCP. È la materia prima del rilievo, non il suo prodotto finale: piante, sezioni, prospetti e modelli BIM nascono dalla restituzione, cioè dal lavoro di chi disegna sopra la nuvola, elemento per elemento.
Questa distinzione è il motivo per cui due preventivi di “rilievo con nuvola di punti” possono differire di parecchio, e perché il file più spettacolare che ti arriverà in studio potrebbe essere anche il meno utile.
Come nasce una nuvola di punti
Due strade, che spesso convergono nello stesso lavoro.
Il laser scanner misura direttamente: invia un raggio laser e dal ritorno (tempo di volo o sfasamento) ricava la distanza, centinaia di migliaia di punti al secondo, ruotando su sé stesso. Ogni stazione produce una nuvola densa e metricamente affidabile di ciò che vede da lì; le stazioni si collegano tra loro (la registrazione) e ne esce la nuvola dell’intero edificio. È lo strumento degli interni, dove il drone non vola, e dei dettagli fitti.
La fotogrammetria da drone ricostruisce: da centinaia di foto sovrapposte, scattate da posizioni diverse, il software riconosce gli stessi punti in più immagini e ne calcola la posizione nello spazio. La nuvola che ne esce è densa, a colori, e copre in poche ore superfici che il laser scanner da terra non raggiunge: coperture, facciate alte, terreni. Scala e posizione reale le fissano i capisaldi misurati a terra; senza, le decide il GPS del drone e nessuno le ha verificate.
Il drone può portare anche un LiDAR, che misura come il laser scanner ma dall’alto: è la strada per i terreni sotto vegetazione, dove la foto vede le chiome e non il suolo.
In un rilievo architettonico completo le due nuvole vengono registrate insieme sugli stessi capisaldi: esterno dal drone, interno dal laser scanner, un solo riferimento. È quello che evita di scoprire in Revit che il perimetro della pianta non coincide con quello del prospetto.
Formati della nuvola di punti: E57, LAS/LAZ, RCP e quale chiedere
| Formato | Cos’è | Dove si apre | Quando chiederlo |
|---|---|---|---|
| E57 | Standard aperto per nuvole da laser scanner, conserva colore, intensità e struttura delle scansioni | Quasi tutti i software di rilievo; ArchiCAD lo importa direttamente, Revit lo indicizza in RCP all’importazione | Il formato neutro da chiedere sempre: non ti lega a nessun software |
| LAS / LAZ | Standard del mondo topografico e LiDAR, con classificazione dei punti (terreno, vegetazione, edifici); LAZ è la versione compressa | GIS, software topografici, Civil 3D | Terreni, rilievi estesi, quando ti serve la classificazione |
| RCP / RCS | Formato indicizzato Autodesk ReCap | AutoCAD, Revit, Civil 3D, Navisworks | Se lavori in ambiente Autodesk: si apre subito, senza conversione |
| PLY, PTS, XYZ | Formati generici, testo o binario | Molti visualizzatori e software di modellazione | Scambi rapidi; poco adatti a nuvole grandi |
Chiedi il formato che si apre nel tuo software senza passaggi, e in più l’E57 come copia neutra da archiviare. Fra dieci anni il tuo software potrebbe essere un altro (il nostro quasi di sicuro); l’E57 si aprirà ancora.
Densa non vuol dire precisa
È il malinteso che si paga più caro, perché lo scopri quando le quote non tornano. Una nuvola con un punto ogni 2 millimetri sembra un rilievo migliore di una con un punto ogni 2 centimetri, e sullo schermo lo è. Ma i punti in più descrivono meglio la superficie, non la mettono al posto giusto: quello lo fanno i capisaldi e la verifica sui punti di controllo, non lo strumento da solo. Una nuvola fotogrammetrica fittissima, elaborata senza riferimenti a terra, si guarda benissimo e si misura male, anche di parecchio.
Quando ricevi una nuvola, la domanda giusta non riguarda i punti al metro quadro. Riguarda gli scarti sui checkpoint, scritti nella nota tecnica.
Il file da 4 gigabyte che blocca lo studio
Una nuvola completa di un edificio pesa da qualche centinaio di megabyte a decine di gigabyte, in base a densità ed estensione. Il file che arriva, si scarica in un’ora e poi manda in ginocchio la macchina dello studio è un classico. Il peso non dice niente sulla completezza del lavoro: dice solo che nessuno si è chiesto su quale macchina lo avresti aperto.
Un rilievo consegnato bene arriva in due versioni: la nuvola completa per l’archivio e una versione alleggerita (sottocampionata, cioè ridotta a un punto ogni centimetro o due, oppure divisa per piano o per zona) per lavorarci tutti i giorni. Se lavori in ambiente Autodesk, il formato RCP indicizzato carica solo i punti visibili nella vista corrente e rende lavorabili anche file da decine di gigabyte. Sono cose da chiedere prima, in una riga della richiesta; dopo, sono ore perse.
Nuvola di punti in Revit: si importa, ma il modello non c’è
Il tutorial lo mostra: si trascina la nuvola in Revit, appare, si ruota, e sembra fatta. Non lo è: in Revit o ArchiCAD la nuvola è un riferimento visivo, come il disegno che infili sotto il lucido per ricalcarlo. Non contiene muri, solai, porte né quote. Il modello dello stato di fatto si costruisce sopra, elemento per elemento, decidendo per ogni parete dove passa il suo piano medio in una superficie che nella realtà è storta di tre centimetri. Questo lavoro si chiama restituzione, richiede giorni, e il suo livello di dettaglio va concordato prima: modellare le sole murature portanti o anche impianti, infissi e cornici cambia il tempo di parecchio, e il prezzo con lui.
Lo stesso vale in 2D: piante e sezioni si disegnano sulla nuvola, non si estraggono con un tasto. E vale in senso opposto per la consegna al committente: la nuvola non è un elaborato. Una pratica al Comune o un’impresa in cantiere leggono le piante quotate che ne sono uscite, non i punti.
Se in studio la lavorate, chiederla vale la pena: è l’archivio completo dell’edificio a quella data, e la puoi interrogare per anni per misure che nessuno aveva pensato di chiedere. Se non la lavorate, chiedi le tavole, e chiedi comunque la nuvola in E57 da mettere in cartella.
Cosa chiedere quando ordini un rilievo
- La nuvola sì o no, e in quali formati (il tuo nativo più l’E57).
- La restituzione: piante quotate, piante più sezioni e prospetti, oppure modello BIM in RVT o IFC, con il livello di dettaglio scritto.
- Il sistema di riferimento a cui la nuvola è agganciata, e i capisaldi usati.
- La nota tecnica: strumenti, capisaldi, scarti della verifica, e chi l’ha fatta (meglio se non chi ha volato). Il rilievo fotogrammetrico e quello con laser scanner la prevedono; se manca, chiedila.
- La versione alleggerita per il lavoro quotidiano.
Il preventivo è gratuito e arriva entro 24 ore. Un preventivo che parla solo di “consegna della nuvola di punti” e non dice nulla della restituzione ti sta vendendo la materia prima: può andare benissimo, se è quello che vuoi. Ma va saputo prima.
Domande frequenti
Posso aprire una nuvola di punti in AutoCAD?
Sì, tramite ReCap: la nuvola viene indicizzata in formato RCP e AutoCAD la carica come riferimento su cui disegnare. File molto grandi richiedono una macchina adeguata o una versione sottocampionata.
Quanto pesa una nuvola di punti?
Da poche centinaia di megabyte per un appartamento a decine di gigabyte per un edificio completo a densità alta. Il peso dipende dal numero di punti e dai dati associati (colore, intensità), e si riduce con sottocampionamento e compressione (LAZ) senza perdere il dato originale, che resta in archivio.
La nuvola di punti è georeferenziata?
Lo è se è stata agganciata a capisaldi misurati a terra in un sistema di riferimento dichiarato, locale o nazionale (RDN2008 con codice EPSG). Una nuvola da laser scanner senza capisaldi è metricamente corretta al suo interno ma sta in un sistema locale; una da fotogrammetria senza capisaldi non ha nemmeno una scala certa.
Che differenza c’è tra nuvola da laser scanner e da drone?
Il laser scanner misura direttamente ogni punto ed è più preciso sul dettaglio ravvicinato; la fotogrammetria ricostruisce la geometria dalle foto, copre superfici estese in poco tempo, con un colore più fedele. Negli edifici lavorano insieme: laser scanner dentro, drone fuori, registrati sugli stessi capisaldi.
Mi conviene chiedere la nuvola se poi non la uso?
Sì, in E57, come archivio: la nuvola viene prodotta comunque durante il rilievo, e conserva l’edificio a quella data per misure future. Per lavorare, chiedi le tavole o il modello: sono quelli che ti risparmiano le settimane di restituzione in studio.