Guida · Noleggio
Normativa droni in Italia: cosa deve sapere chi commissiona un lavoro
Le regole EASA/ENAC 2026 spiegate dal punto di vista di chi ordina un rilievo o una ripresa con drone: categorie, autorizzazioni, assicurazione e cosa verificare.
4 min di lettura Aggiornato il 7 luglio 2026
Se devi commissionare un rilievo, un’ispezione o una ripresa con drone, la normativa non è un tuo problema operativo: è un tuo criterio di selezione. Le regole le rispetta l’operatore; a te serve sapere quanto basta per riconoscere chi è in regola e chi no, perché il materiale prodotto da un volo irregolare è un problema anche di chi l’ha ordinato. Questa guida fa il punto sul quadro 2026, senza trasformarti in un pilota.
Il quadro: regole europee, autorità nazionale
Dal 2021 i droni in Europa seguono un regolamento unico EASA, applicato in Italia da ENAC. Il sistema divide le operazioni in tre categorie di rischio crescente:
- Categoria aperta (open): operazioni a basso rischio, drone in vista del pilota, sotto i 120 metri, lontano da persone non coinvolte. Copre attività ricreative e alcune attività professionali semplici.
- Categoria specifica (specific): operazioni a rischio maggiore, come i voli in contesti urbani, vicino a persone, oltre la linea visiva o sopra i 120 metri. Richiede scenari standard con dichiarazione, o autorizzazioni specifiche. È qui che vive gran parte del lavoro professionale serio.
- Categoria certificata (certified): operazioni ad alto rischio, con requisiti di tipo aeronautico. Non riguarda i servizi ordinari di rilievo e ripresa.
La conseguenza pratica per te: il tipo di lavoro che ordini determina la categoria, e la categoria determina che cosa l’operatore deve avere in mano. Un’ispezione su un capannone isolato e un rilievo di una facciata in centro storico non richiedono le stesse carte.
Cosa è cambiato nel 2026
Il 1° gennaio 2026 è scaduta la stagione degli scenari standard italiani (IT-STS): le operazioni in categoria specifica seguono ora gli scenari europei EU-STS, con certificazioni aggiornate che includono l’esame teorico e una prova pratica presso centri riconosciuti. Per chi commissiona, il punto è uno: gli operatori che lavoravano con le vecchie dichiarazioni italiane dovevano aggiornarsi. Chi non l’ha fatto oggi non può volare legalmente quegli scenari, anche se fino a ieri poteva.
Le quattro cose che l’operatore deve avere
- Registrazione come operatore UAS sul portale nazionale D-Flight: genera un numero di registrazione che deve essere apposto sul drone.
- Attestati del pilota adeguati all’operazione: per la categoria aperta l’attestato base (A1/A3) o quello aggiuntivo A2; per la categoria specifica le certificazioni degli scenari EU-STS o l’addestramento previsto dall’autorizzazione.
- Assicurazione RC specifica per l’attività con droni: obbligatoria, ed è la voce che protegge anche te in caso di danni.
- Autorizzazioni per lo scenario: verifica delle zone geografiche su D-Flight ed eventuali permessi aggiuntivi degli enti competenti quando il contesto lo richiede (aree critiche, eventi, vincoli locali).
Un operatore professionale non si offende se chiedi queste quattro cose: le tira fuori prima che tu finisca la domanda. Le risposte vaghe sono l’informazione.
Le zone: dove il volo è semplice e dove no
Lo spazio aereo italiano è mappato in zone geografiche consultabili su D-Flight: aree libere, aree con limitazioni e aree dove serve un’autorizzazione dedicata (in prossimità di aeroporti, su certi centri urbani, in aree sensibili). È il motivo per cui un preventivo serio chiede sempre l’indirizzo esatto dell’intervento prima di dare tempi certi: la stessa ispezione può essere una pratica da un giorno o da settimane a seconda della zona.
Vale anche un chiarimento che risparmia discussioni: il permesso del proprietario del terreno non sostituisce le regole dello spazio aereo. Si può avere il cancello aperto e il cielo chiuso.
Cosa significa per il tuo lavoro, in pratica
- Rilievi e ispezioni fuori dai centri abitati: nella maggior parte dei casi scenari gestibili rapidamente, con attivazione in tempi brevi.
- Lavori in contesto urbano, vicino a persone o edifici sensibili: categoria specifica, con scenari o autorizzazioni dedicate. Fattibili, ma vanno pianificati: è il classico caso in cui l’operatore serio ti dà una data realistica e quello improvvisato ti promette domani.
- Riprese su eventi: il caso più delicato, per la presenza di persone non coinvolte. Richiede operatori attrezzati per gli scenari giusti e tempi di autorizzazione adeguati.
Il filo conduttore: la normativa è un costo di processo che l’operatore strutturato ha già assorbito. Gestione delle pratiche, attestati aggiornati, assicurazione, verifica delle zone: quando ordini il servizio, tutto questo dev’essere incluso, non un’appendice a sorpresa.
Per il dettaglio delle regole fanno fede le fonti ufficiali: ENAC, sezione droni e D-Flight per registrazioni e zone geografiche. Questa guida fotografa il quadro a luglio 2026: la materia evolve, e la teniamo aggiornata.